Pubblicato il

Punto di bianco

Il punto di bianco della carta è un parametro che definisce il grado di luminosità. Maggiore sarà il valore del parametro, migliore sarà la resa dei colori in fase di stampa.

Dare un’occhiata a parametri come il punto di bianco è fondamentale per fare le giuste scelte in base alle proprie esigenze e raggiungere i risultati sperati. Devi sapere, infatti, che le carte non sono tutte uguali: ogni tipologia viene prodotta con specifiche qualità per finalità differenti.

Da cosa dipende il punto di bianco?

Il grado di “bianchezza” della carta dipende da tutta una serie di processi chimici e gradazioni di fibre che vengono impiegate durante la realizzazione della carta stessa.

Le diverse gradazione non sono sempre perfettamente visibili ad occhio nudo, ma sono evidenti tra carta naturale e carta patinata.

In sostanza, ciò che determina un diverso punto di bianco della carta sta nella presenza di fibre naturali non trattate.

Qual è il punto di bianco ideale?

La scelta di un punto di bianco rispetto ad un altro è direttamente correlata a ciò che desideri stampare. La resa cromatica risente delle caratteristiche della carta. Se ad esempio vuoi una resa cromatica più viva e brillante, sicuramente bisogna scegliere una carta patinata con minor assorbenza, cosicché l’inchiostro non si espanda, rendendo l’immagine decisamente più nitida. Al contrario se opti per una carta usomano si ricerca un aspetto più naturale dei colori.

Come menzionato in precedenza, ogni tipologia di carta è il risultato di caratteristiche e gradazioni di fibre e processi chimici differenti. La resa cromatica risulta quindi diversa a seconda delle innumerevoli variabili adottate in fase di realizzazione. Ogni carta presenta dunque un diverso grado di bianco, e questo incide sulla diffusione della luce e sulla percezione delle sfumature. Tutte queste caratteristiche compongono la cosiddetta bianchezza o punto di bianco.

Si evince quindi che lo stesso colore stampato su due carte con diverso grado di bianco avrà una resa differente, non necessariamente percepibile ad occhio nudo.

Per farla breve un elevato punto di bianco conferisce maggior eleganza e pregio al supporto.

Come identificare il punto di bianco della propria stampante

La stampante non è in grado di riprodurre tutti i colori e le gradazioni presenti in un’immagine con spazio colore AdobeRGB o ProPhoto RGB.

Nell’immagine che segue puoi vedere, sovrapposti, gli spazi colore Adobe RGB (linea continua) e i colori riproducibili da una stampante HP 8750 con inchiostri originali e carta originale lucida.

spettro colori stampante HP e Adobe RGB

Si può evincere che molti colori non possano essere riprodotti dalla stampante che, però, ne può riprodurre altri (vedi i rossi) che non sono compresi nel profilo Adobe RGB.

Per capire le gradazioni possibile della stampante, bisogna stampare un gradiente con la carta e l’inchiostro che impiegheremo in fase di stampa, così da verificare gli estremi possibili della tua stampante.

Scarica il gradiente qui di seguito e stampalo

Punto di bianco e punto di nero della stampante

Una volta stampato, verifica i valori minimi e massimi che la tua stampante è in grado di restituire. Se hai una stampante economica noterai che tra il 15 e il 20 è il minimo di nero, oltre a questa sezione non si notano più le varie differenze. Analogamente per il bianco, valori oltre i 245-248 risultano bianco puro (non c’è inchiostro).

Stampanti professionali riescono tranquillamente a differenziare valori tra 2 e 3 e 253 e 254.

Fonte immagini: artistidetorrelli.it

« Back to Glossary Index